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La Bandiera della Scuola PDF Stampa E-mail
La possiamo trovare in ogni Sede della Yoshin Ryu, appoggiata ad uno dei lati del Dojo: è la Bandiera della Scuola. Essa, simboleggiando l'insieme complessivo della Scuola nel tempo e nello spazio, è un vessillo che nel medioevo nipponico veniva chiamato nobori no hata, "il simbolo (bandiera) che si erge in alto". Al suo interno sono presenti una serie di emblemi rappresentativi utili per la comprensione dello "Spirito" di ciò che essa rappresenta. Anzitutto si erge in verticale, è dunque un genere di stendardo che poteva essere visto e seguito dai guerrieri in battaglia. Il colore di fondo, il rosso carminio, non è un colore casuale: considerato Yo (Yang), caldo, maschile, luminoso, è quasi inconsciamente associabile al fuoco e al sangue, quindi all'Energia ed all'intima essenza umana. Gli altri colori che compaiono nella Bandiera sono invece "non-colori" : il bianco (l'insieme di tutti i colori) ed il nero (la negazione del colore) richiamano esplicitamente allo Yo (Yang) ed allo In (Yin) che, uniti tra essi, danno vita al Tao, la Via lungo la quale comprendere l'Unione e il Divenire degli Opposti. Nobori no Hata

Com'è tipico in Oriente, i simboli all'interno della bandiera sono concentrati nella sua parte alta: in questo modo il Piccolo Spazio Pieno fa da contraltare al Grande Spazio Vuoto. All'interno del drappo compare un "sigillo" (mon): quattro rombi schiacciati ai poli superiore ed inferiore. In Oriente ai numeri viene data una rilevante importanza filosofica e religiosa. Quattro rombi e quattro lati: il quattro è il numero delle stagioni, e quindi dello scorrere del tempo, dell'impermanenza, dell'ineluttabilità del divenire. Inoltre nella lingua giapponese, ricca di omòfoni, "quattro" è pronunciato "Shi", che può significare anche "morte" : un altro richiamo al confronto col cambiamento, con il fluire degli eventi.
La composizione dei rombi ne va a formare uno, per così dire, "celato". Ed ecco che da un apparente numero ne nasce un altro: i rombi quindi si dimostrano essere cinque, un altro numero particolare: cinque sono gli animali che nel monastero di Shaolin rappresentavano gli "stili" del combattimento, cinque sono le dita della mano, che strette danno forza a un unico pugno, cinque sono gli elementi che, a partire dal Taoismo cinese, in Giappone formano l'Universo (Acqua, Terra, Vento, Fuoco, Vuoto).

Il mon contiene al suo interno quattro cerchi bianchi che contengono a loro volta i kanji di Yo Shin Ryu ed uno stemma che rappresenta un giovane Maestro in meditazione dinanzi al Tao, circondato, protetto e allo stesso tempo minacciato, dal Drago e dalla Tigre che rappresentano a loro volta lo Yin e lo Yang. Il cerchio è un altro simbolo che sta a indicare sia l'Armonia che lo scorrere del tempo e del Karma.
Gli anelli che legano il drappo all'asta di bambù sono quattro nella parte superiore della bandiera e nove nella parte laterale. Ovunque nel continente asiatico, il nove è un altro numero mistico, legato ai diversi campi del Sapere.

Com'è tipico in Giappone, un simbolo ricco di simboli... Ogni Praticante dovrebbe conoscerlo ed approfondirne i significati, affinchè possano servirgli a comprendere più a fondo l'Arte stessa nella sua completezza.