Storia della Scuola

Sezione: Scuola tradizionale di Arti Marziali

Come è avvenuto molte volte nella storia, la nascita di una Scuola presuppone un Maestro che, ad un certo punto della propria vita, ritiene di poter riprendere una tradizione ed avviare un insegnamento.

BajutsuCosì è stato per la Yoshin Ryu a partire dal 1978: il Maestro Cesare Turtoro, dopo un periodo di addestramento più che decennale, si convinse di poter mettere in campo un’iniziativa che aveva, su un aspetto fondamentale, una profonda differenza rispetto all'insegnamento ricevuto dal proprio Maestro e dalle altre esperienze di pratica delle Arti Marziali giapponesi che aveva vissuto: non più un insegnamento impartito quasi in segreto a pochi allievi particolarmente dotati ma un'apertura alla luce del sole e rivolta a tutti, fermo restando che solo capacità personali e passione per l’Arte avrebbero deciso, con il tempo, quanto ciascun allievo avrebbe potuto procedere con l’apprendimento e portare avanti la Tradizione. Si trattava, insomma, di dare a tutti le medesime opportunità, mantenendo il carattere strettamente meritocratico di conseguimento di gradi ed incarichi nella pratica e nell’insegnamento.

La rapida crescita tecnica, la grossa mole di lavoro svolta in quei primi anni e lo stretto collegamento fra i primi allievi, che consentiva di proporli come tramiti per l'apprendimento di altri, rese possibile una scelta successiva, forse ancora più innovativa e inusuale nel mondo delle Arti Marziali di allora: a partire dal 1981, la Scuola decise di aprirsi ad un insegnamento nei settori più marginali e trascurati della società, non solo per portare ad essi i fondamenti della disciplina marziale giapponese e del suo bagaglio di valori (lealtà, fiducia nei Maestri, rispetto per i compagni di pratica, osservanza di regole accettate e condivise perché rivolte alla crescita comune) ma anche per arricchire di esperienza e di confronto con gli altri gli istruttori ed i praticanti che intraprendevano tale percorso.

Ferrante AportiUna scommessa iniziata nel 1981 al Carcere Minorile di Torino “Ferrante Aporti” e che portò, fra lo stupore e lo sconcerto di molti, l’insegnamento ai ragazzi detenuti. I risultati furono, nei quindici anni di attività in quella difficile realtà, sempre più soddisfacenti, creando percorsi di crescita per molti ragazzi e duraturi legami di conoscenza e di affetto.
Contemporaneamente, l’esperienza e la formazione ricevuta consentirono di allargare in molti altri segmenti di popolazione l’intervento della Scuola Yoshin Ryu in campo sociale: corsi e attività per allievi extra – comunitari nell’ambito dei corsi d’istruzione “150 ore”, attività nei campi nomadi e nei quartieri “a rischio” delle periferie.

Honbu Dojo Anni '80Parallelamente, la formazione di nuovi istruttori permetteva l’apertura di molte sedi della Scuola nella città ed il moltiplicarsi dei corsi regolari per adulti, ragazzi e bambini. La crescita di peso e di presenza testimoniava negli anni la risposta positiva alla duplice scommessa giocata a partire dal 1978.

Nuovi settori d’iniziativa si aprivano già dalla fine degli anni ’80: i numerosi corsi su Sicurezza e Aggressività svolti in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino, i corsi specifici per categorie professionali nell’ambito della sicurezza dei cittadini e dell’assistenza sociale, i percorsi espositivi per la conoscenza e la diffusione della cultura tradizionale giapponese.
Ci interessa qui sottolineare la linearità e la coerenza del percorso di crescita della Scuola, come capacità di estendere il proprio messaggio a settori mai toccati prima da gruppi e associazioni nate sul terreno delle Arti Marziali e come conseguente ricchezza di relazioni e di peso nella società.Trentennale

La festa per il Trentennale della Scuola svoltasi il 15 marzo 2008, con la presenza di circa 1500 partecipanti, segnalava profondamente il traguardo raggiunto e insieme poneva le basi per nuove sfide negli anni a venire.

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