Giovani e disagio

Sezione: Disagio ed emarginazione

Programmi di inserimento per giovani in situazioni di disagio
La Yoshin Ryu ha condotto – in collaborazione con diversi Enti – un programma di prevenzione del disagio giovanile in particolare inserendo nei corsi tenuti dalle varie sue Sedi, a titolo gratuito o a prezzi significativamente bassi, giovani segnalati dai Servizi Socio-Assistenziali e dalle Comunità Terapeutiche.
Oltre i vantaggi impliciti nella pratica del Jutaijutsu a questi giovani ciò che viene offerto è l’inserimento in un ambiente accogliente e di quotidiana solidarietà nel quale, tuttavia, per essere pienamente accettati occorre dare prova della propria disponibilità a condividerne il “percorso di crescita” e a responsabilizzarsi in tal senso. 

Gruppo Abele (1994-2004)

Sezione: Disagio ed emarginazione

Dal 1994 al 2004 la Yoshin Ryu collabora con il Gruppo Abele, svolgendo corsi di discipline orientali con i tossicodipendenti in fase di recupero e disintossicazione, in due comunità, una residenziale ed una semi-residenziale, di Torino.

Progetto Nomadi e Stranieri (1987-1991)

Sezione: Disagio ed emarginazione

Progetto di inclusione di nomadi e stranieri (1987-1991)
E’ nel rapporto con il “diverso” per eccellenza, con lo “straniero” che maggiormente si accumulano i sotterranei e spesso inconfessati pregiudizi umani.
Nella nostra società, divenuta ormai multirazziale, tale incapacità relazionale sta diventando fonte di gravi episodi di intolleranza, di violento squilibrio sociale. In particolare nei confronti dei Nomadi e degli Extracomunitari la diffidenza assume oggi aspetti di totale ghettizzazione, di rifiuto di culture sconosciute, eppure antiche e degne di rispetto. Con il contributo di Assessorati e Uffici dei Comuni e delle Circoscrizioni la Yoshin Ryu ha proposto interventi tra queste fasce rifiutate di popolazione nella convinzione che, oltre le apparenti diversità, si possa gettare il seme di una ricerca volta a conoscere i valori di una comune Cultura dell’Uomo fondata sul rispetto e sul dialogo.

Progetto Ferrante Aporti (1981-1995)

Sezione: Disagio ed emarginazione

La storica locandina di uno degli eventi Yoshin Ryu al Ferrante AportiAll’interno dell’Istituto Ferrante Aporti di Torino la pratica del Jutaijutsu è proseguita per oltre 15 anni.
Le difficoltà e le incomprensioni dei primi tempi, di coloro che accusarono la Scuola di voler “insegnare a picchiare i delinquenti” sono state nel tempo superate. Studiosi di tutta Europa hanno guardato con interesse a questa esperienza e, cosa che più conta, alcuni giovani ex-detenuti, perfettamente inseriti nella società e conseguito il grado di Istruttori, sono diventati i perni attorno a cui si è retta la continuazione del progetto: sono tornati insomma, in quel carcere che li aveva visti come reclusi per avviare altri giovani sulla strada che ha favorito il loro recupero.
I giovani che hanno trovato nel Jutaijutsu una “strada” per ricominciare, un’occasione per ridefinire la loro scala di valori, per attingere a nuovi modelli comportamentali basati sul rifiuto della violenza, sulla sicurezza priva di arroganza, sull’umiltà scevra da servilismo, sul senso della responsabilità, sulla disciplina e sulla meritocrazia, sul confronto “alla pari” con gli altri. D’altra parte i praticanti della Yoshin Ryu che hanno operato nel carcere hanno avuto modo di conoscere direttamente e di meglio comprendere la realtà di un “disagio” diffuso e di trarre da questa esperienza motivo di accresciuta maturità.

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