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Karakuri

KARAKURI - Bambole dal Giappone Atto Secondo

Catalogo mostra Karakuri - Bambole dal Giappone atto II. Torino, Palazzo Barolo, 5 novembre - 18 dicembre 2011.

L'interesse del Giappone per gli automi e le figure robotiche antropomorfe trova le sue radici nelle Karakuri Ningyo. La parola Karakuri indica un congegno meccanico che imbrogli o giochi lo spettatore prendendolo di sorpresa, mentre Ningyo sta ad indicare la forma umana.

Il mito della macchina automatica antropomorfa è un sogno che l'uomo ha sempre inseguito. E' l'egocentrica ispirazione umana a far funzionare il mondo secondo propria volontà, con una sorta di prospettiva ludica e una visione di potenza il cui punto più alto è il tentativo di creare una vita artificiale pressochè umana.

Nelle Karakuri Ningyo l'elemento di illusionismo è sicuramente fondamentale. L'inganno viene trasmesso da sofisticati meccanismi basati sull'abile uso combinato di: manovelle, ingranaggi, carrucole, molle, rotelle e altri meccanismi che permettono alla bambola di muoversi apparentemente da sola dilettando gli spettatori con acrobazie, canzoni o quant'altro. Le Karakuri Ningyo sono fatte interamente di legno; il cipresso giapponese viene impiegato per: testa, mani e piedi, mentre il resto del corpo viene fatto di legno di ciliegio.