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La Scuola di Jutaijutsu

Chi siamo

Arti Marziali e Cultura

La Yoshin Ryu è, in Italia, una realtà che val la pena di conoscere.
Unica depositaria del Jūtaijutsu, antica arte marziale giapponese, nella sua storia ha saputo inoltre divulgare la cultura giapponese con una ricca programmazione di mostre, convegni, editoria.

LA Scuola di Jutaijutsu

Nel 1978 il Maestro Cesare Turtoro fondava, dopo un periodo di addestramento nelle arti marziali che durava dall'infanzia, la Scuola Yoshin Ryu. Il primo periodo segnava l'avvicinarsi alla Scuola di quelli che sarebbero diventati gli attuali Maestri della Scuola nella storica sede di Via Vanvitelli, sul pre-collina torinese.

Il Sōke Sensei (Maestro Caposcuola) Cesare Turtoro è stato allievo diretto del Maestro Luigi Ferrari Trecate. Militare di carriera, alto ufficiale del Regio Esercito Italiano, il Maestro Ferrari si congedò dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale ed iniziò a insegnare Educazione Fisica nel Liceo "Gino Segrè" di Torino (ora "Piero Gobetti").
Il Maestro Ferrari gestiva una piccola ma rinomata palestra in Via Vanvitelli e vi insegnava tra le altre discipline le arti marziali giapponesi (indicandole con il nome generico di "Jujitsu"), apprese durante la sua lunga carriera militare, in particolare durante il Secondo Conflitto Mondiale.

Il giovane Maestro Turtoro fu l'unico allievo a cogliere l'eredità del Maestro Ferrari, approfondendo gli elementi impartitigli dal Maestro e da alcuni suoi colleghi giapponesi.

La diffusione del Jūtaijutsu prese vita con l'espandersi della Scuola su tutto il territorio cittadino e parte della cintura torinese. Oggi la Scuola consta di 9 sedi, in cui oltre cinquecento allievi fra adulti e bambini danno vità ad una comunità peculiare nel mondo delle arti marziali non agonistiche. Approssimando per difetto decine di migliaia di torinesi hanno incontrato in questi oltre 40 anni la passione e la competenza della Yoshin Ryu.

 

Un vero e proprio centro di cultura

Se le Arti Marziali sono state l'origine della Yoshin Ryu, le sue proposte culturali sono state quelle che l'hanno resa più nota alla popolazione cittadina e nazionale. Il lavoro di divulgazione della cultura culla del Jūtaijutsu è iniziato sin dalla fondazione, ma è con il nuovo millennio che si è intensificato e sviluppato, con la realizzazione di importanti mostre espositive nelle grandi location museali torinesi, da Palazzo Barolo a Palazzo Bricherasio sino al MAO Museo d'Arte Orientale. Alle grandi mostre si sono affiancati progetti editoriali importanti e ricchi di spunti di riflessione.